In Canada sono 35mila i pazienti autorizzati all’autoproduzione della propria cannabis

Agosto 10 2020 | Eventi e iniziative, Iniziative / Progetti

In Canada ci sono più di 35mila pazienti che sono autorizzati all’autoproduzione di cannabis per trattare la propria patologia o, se impossibilitati, a nominare qualcuno che lo faccia per loro.

In Canada la cannabis è stata resa legale per uso medico nel 2001. Attualmente il sistema funziona con i produttori che chiedono la licenza statale, ed i pazienti che, dopo la registrazione, possono o recarsi nei dispensari ad acquistare la cannabis, oppure farsi consigliare le genetiche più appropriate per la propria patologia per poi coltivare in autonomia.

E le autorizzazioni all’autoproduzione di cannabis, sono in continuo aumento. Nell’estate del 2017, e quindi 3 anni fa, i pazienti autorizzati ad auto-produrre cannabis erano poco più di 10mila e in questi 3 anni sono quindi più che triplicati.

“Secondo il Cannabis Act”, si legge sul sito del ministero della Sanità canadese, “gli individui con un documento medico firmato da un medico possono acquistare cannabis per scopi medici direttamente da un venditore con licenza federale. Gli individui possono anche registrarsi presso Health Canada per produrre una quantità limitata di cannabis per i propri scopi medici o designare qualcuno che la produca per loro conto. Gli operatori sanitari sono regolati dalle autorità di regolamentazione medica provinciale/territoriale o “collegi”. La maggior parte degli enti regolatori medici provinciali e territoriali hanno la loro serie di standard e linee guida per i membri, che possono includere codici di pratica relativi all’autorizzazione della cannabis per scopi medici. Di conseguenza, le pratiche di autorizzazione e l’uso della cannabis per scopi medici possono variare tra le province e i territori”.

I pazienti registrati sono invece circa 330mila, ma è un numero indicativo perché “i pazienti possono essere registrati presso più di un venditore autorizzato e presso Health Canada a condizione che ad ogni registrazione sia stato utilizzato un documento medico originale”. Ad ogni modo anche qui c’è stata una crescita esponenziale, con circa 8mila registrazioni nel 2014, passate a oltre 100mila nel. 2016 che sono diventate più di 200mila nel 2017. Il quantitativo medio di cannabis secca autorizzato è di 2 grammi al giorno.

Vale la pena sottolineare che l’autorizzazione alla produzione, potrebbe essere la soluzione anche ai problemi dei pazienti italiani, che da anni devono subire la carenza di cannabis che si presenta ciclicamente, perché la produzione nazionale e le importazioni no riescono a fare fronte al fabbisogno, che per il 2020 è stato calcolato in circa 2 tonnellate.

Redazione di Cannabisterapeutica.info

 

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