Secondo una circolare ministeriale oli e resine sarebbero vietati: cosa sta accadendo?

Settembre 26 2020 | Legislazione ed economia

Una nota del ministero della Salute rischia di stravolgere completamente il settore della cannabis medica, le preparazioni per i pazienti e la sua dispensazione.

Si tratta di una circolare a firma del nuovo direttore generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico, Achille Iachino, che è stata emanata il 23 settembre e inviata a tutti i protagonisti del settore e quindi ordine dei medici e dei farmacisti, associazioni di categoria, assessorati regionali alla Salute, Federmarma, ISS, Aifa e anche al comando dei Carabinieri per la tutela della salute.

L’oggetto è “chiarimenti sulla Monografia Cannabis extractus normatum”, con riferimento alla farmacopea tedesca pubblicata di recente, che ha valore in tutta Europa, ma in realtà, invece che chiarire, non fa che confondere una situazione già complicata di per sé, dove le norme burocratiche e le pressioni politiche hanno la meglio sul diritto di cura sancito dalla Costituzione.

Nella circolare c’è innanzitutto un errore: dopo aver descritto il quadro normativo, viene infatti messo nero su bianco che: “Le resine e gli oli (oleoresine) sono inclusi nella tabella II, allegata al DPR 309/90 e non nella tabella dei medicinali”. Come a dire che gli oli e le resine non sono farmaci ma stupefacenti. In realtà, su questo punto, c’è stata una precedente rettifica, fatta proprio dal ministero della Salute in data 28 luglio 2020 e consultabile direttamente sul sito. In riferimento al decreto del 18 giugno 2020 che ha modificato le tabelle 3, 4, 5 e 7 della XII Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana, viene scritto che: “A tale proposito, si segnala che, nella sezione B della tabella dei medicinali, la vigente voce “Medicinali di origine vegetale a base di cannabis (**) (sostanze e preparazioni vegetali, inclusi estratti e tinture)” è stata riportata in maniera incompleta, per un mero errore materiale”.

Non solo, perché nella circolare c’è scritto che dal 2015, data del decreto del ministero della Salute, le cose sarebbero state così. Ma non è vero: dal 2015 ad oggi oli e resine sono sempre stati preparati e dispensati, senza alcun problema. E quindi significherebbe che i NAS, le ASL, le Regioni, il ministero della Salute stesso, l’ISS che ha le copie delle ricette con gli oli, sarebbero colpevoli perlomeno di omessa vigilanza.

Insomma, tutto da pensare ad un errore che sarà corretto al più presto, anche perché, nella prassi, sono 5 anni che diverse Regioni, per fare un esempio, rimborsano ai pazienti le preparazioni oleose, che costituiscono il 90% delle preparazioni ad oggi effettuate in Italia. Quindi per ora i piani terapeutici dei pazienti non saranno interrotti, ma serve un chiarimento, oppure ci sarà la necessità di impugnare il provvedimento.

L’altro problema riguarda le spedizioni del farmaco per i pazienti, e probabilmente c’è un errore anche qui. Nella circolare viene infatti scritto che la dispensazione del medicinale deve avvenire in farmacia, dietro presentazione di ricetta medica, direttamente al paziente o alla persona da lui delegata, rendendo implicitamente impossibile la consegna tramite corriere. Ora, ad oggi sono numerosi i pazienti che, impossibilitati a muoversi per ritirare il prodotto, lo ricevono a casa tramite corriere. Anche perché non c’è nessuna norma che dica che il prodotto debba essere ritirato dal paziente: la legge parla genericamente di acquirente e quindi chiunque si presenti per l’acquisto.

A livello generale vale la pena sottolineare che si tratta di una circolare e non di un decreto, e quindi di un provvedimento che non ha valore ddi legge, ma è altrettanto vero che le forze dell’ordine potrebbero fare controlli e sequestri perché lo dice una circolare ministeriale. Un problema che si va a sommare a quelli che migliaia di pazienti vivono ogni giorno sulla propria pelle.

Ad ascoltare le dichiarazioni rilasciate dal viceministro Sileri a Santa Sarta del Comitato pazienti cannabis medica, sembrava che le istituzioni stessero finalmente lavorando per risolvere i problemi dei pazienti, ma, a guardare gli atti pratici del ministero di cui fa parte, quello della Salute, è evidente che le intenzioni sono opposte.

Mario Catania

 

 

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