Cannabis: raddoppiati i fondi per produzione e importazione, ora bisogna aprire ai privati

Dicembre 21 2020 | Legislazione ed economia

“È un piccolo grande segnale nell’attesa di una migliore e più adeguata regolamentazione del settore. Ci sono migliaia di malati cronici, oncologici e terminali che pur avendone diritto ancora non riescono ad avere garantita una continuità terapeutica, soprattutto ora che la pandemia crea ulteriori difficoltà”.

Riccardo Magi ha annunciato con queste parole l’emendamento, a sua firma, che è stato approvato nella legge di bilancio e che prevede l’aumento delle risorse economiche per la produzione di cannabis e per l’importazione dall’estero. In particolare i fondi presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze arriveranno a 3,6 milioni di euro l’anno, mentre il fondo per l’acquisto di cannabis terapeutica dall’estero a circa 700mila euro.

Ricordiamo che, ad oggi, la produzione di cannabis in Italia è in regime di monopolio e lo stabilimento fiorentino, che dipende dai ministeri della Salute e della Difesa è l’unico autorizzato nel nostro Paese. Il problema, mai risolto, è che a fronte di un fabbisogno per i pazienti italiani che ormai ha superato le 2 tonnellate, la produzione a Firenze resta sotto i 200 chilogrammi l’anno.

Quando Giulia Grillo era ministro della Salute, fece diverse aperture affinché il ministero della Salute e l’Aifa, concedessero autorizzazioni anche ad altri enti, ma niente di concreto è stato fatto fino ad oggi. Oggi è fondamentale che la produzione di cannabis sia aperta anche ad aziende private, o ad altre aziende pubbliche che possano lavorare per colmare questo gap.

“In Italia nonostante la Costituzione e la legge dovrebbe garantire il diritto alle cure c’è un problema di scarsa produzione che non riesce a soddisfarne le esigenze e di scarsa importazione che non sopperisce alle scarsa produzione nazionale”, ha continuato a spiegare Magi sottolineando che: “Questo è un primo segnale importante, il mondo sta andando avanti sulla legalizzazione della cannabis e anche per l’Italia è arrivato il momento di aprire una nuova stagione. Ringrazio i colleghi deputati che hanno votato il mio emendamento, la libertà terapeutica non deve avere colore politico, è una questione di civiltà“. E noi non potremmo essere più d’accordo.

Redazione di Cannabisterapeutica.info

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