Maresciallo della Finanza in congedo per malattia: “Grazie alla cannabis sono tornato a vivere”

Aprile 20 2021 | Storie

Pubblichiamo qui di seguito la testimonianza di Alfredo Ossino, Marescialo Capo della guardia di Finanza in congedo per malattia che ha trovato nella cannabis non solo una medicina che gli ha permesso di “tornare a vivere”, ma sostiene che, grazie alla cannabis, potrebbe addirittura tornare a lavorare (ipoteticamente parlando, perché la legge non lo permette), nonostante le complesse patologie che lo affliggono.

Buongiorno a tutti.

Oggetto del mio scrivere è lanciare una sfida ad alcuni medici proibizionisti o disinformati e allo stesso tempo divulgare il più possibile la mia testimonianza diretta sui benefici della Cannabis Terapeutica (Pedianos 22% di THC ) sul dolore cronico neuropatico.

Per questo metto a disposizione anche la mia persona a medici e ricercatori interessati a studiare gli effetti della Cannabis sul corpo umano, in quanto gli effetti della Cannabis, dalla mia testimonianza diretta si estendono positivamente sul tutto il corpo e la mente.

Per chi ancora non mi conosce sono un Maresciallo Capo della Guardia di Finanza, in congedo dal 2007 per causa di servizio. Congedato a luglio del 2007, sono passato dal servizio operativo ad essere costretto a letto.

Mi alzavo dal letto con i dolori e, nonostante venissi praticamente imbottito di oppiacei, andavo a dormire la sera con i dolori, con anche i pessimi effetti collaterali degli oppiacei, agendo questi su corpo e mente. Tutto questo a seguito della marcata incidenza funzionale alla cervicale, dovuta alla causa di servizio (motivo del congedo) e la spondilodiscoartosi dorsale – lombare e sacrale, anche questa giudicata causa del servizio da apposite Commissioni Mediche Militari.

Dal 2007 al 2013, la totale inefficienza degli oppiacei a controllare il dolore neuropatico, mi ha impedito qualsiasi tipo di attività motoria, precludendo a me ogni speranza di vita migliore. Pesavo 90 Kg, avevo sempre senso di vomito, sputavo muco nero e tossivo sempre, non riuscivo a fare quasi nulla.

Non è uno scherzo, quando dico che se non cambiava qualcosa, sarei presto morto.

Per evitare questo, nel 2013 ho provato con l’intervento chirurgico, ove sono state innestate 2 protesi al titanio alla mia cervicale e riequilibrata la stenosi midollare acquisita. Purtroppo l’intervento, anche se ben eseguito, tanto che ancora ringrazio l’ortopedico Dott. Tullio Claudio Russo, non ha attenuato i dolori significativamente, quindi costretto agli oppiacei la mia NON vita sarebbe ormai stata segnata.

Dal servizio operativo al divano o a letto, tra un senso di vomito e un continuo tossire, provando dolore dappertutto.

Oggi per fortuna, anzi già da diversi anni, prima a pagamento ora a carico del SSN, la ricerca e le leggi, sia nazionali che regionali, hanno consentito ai medici di prescrivere per il mio dolore cronico neuropatico, l’assunzione di 2 grammi al giorno di Cannabis Terapeutica con THC al 22%.

Dico per fortuna, perché oggi grazie alla Cannabis posso pianamente affermare di essere tornato a vivere.

Riesco a fare 30 Km al giorno a piedi, senza mai stancarmi. Peso 68 Kg., mi sento in piena forma fisica, ho un fisico asciutto e forte, tanto che sarei in grado di tornare anche in servizio. (Ma questo è impossibile, perché giudicato NON più idoneo al servizio armato a seguito delle patologie che hanno causato il congedo).

Vi siete mai chiesti quanto costa in euro allo Stato italiano, formare un Maresciallo Capo della Guardia di Finanza e congedarlo d’ufficio ad appena 43 anni di età? Tantissimi euro, che pesano sulla comunità in tasse e imposte, che non verranno mai più recuperati. Oltre la pensione a vita a decorrere da 43 anni.

Ecco, perché la Cannabis potrebbe rivoluzionare in futuro la visione di invalidità o di non idoneità al servizio, riguardo la pubblica amministrazione.

Questo potrebbe dare allo Stato la possibilità di contenere i costi, riguardo i congedi per patologia del personale delle amministrazioni statali, che curati con gli oppiacei, non portano sostanziali miglioramenti, e quindi congedati. Allo stesso tempo, vi sarebbero delle reali opportunità verso personale per rimanere in servizio, con le adeguate cure (nel mio caso è la Cannabis).

Attualmente i medici che prescrivono la Cannabis Terapeutica, devono compilare un modulo denominato: PROGETTO PILOTA PER LA PRODUZIONE NAZIONALE DI SOSTANZE E PREPARAZIONI DI ORIGINE VEGETALE A BASE DI CANNABIS. Nel progetto pilota oltre alla data di inizio della terapia a base di Cannabis, va poi successivamente riportato se vi sono stati dei miglioramenti riguardo la patologia accertata.

Chiudo dicendo che la terapia di febbraio tra le mille burocrazie possibili è arrivata in farmacia con 22 giorni di ritardo. La terapia di marzo è finita il 22 marzo, ed ancora non ho certezza di avere la fornitura di aprile, perché scarseggia il prodotto. Sono stato congedato per causa di servizio, interrompendo una mia felice carriera militare, con gli oppiacei stavo quasi morendo, con la Cannabis è tornata la vita, quindi rivolgo ai legislatori nazionali e regionali il seguente quesito:

Visto che dal 22 marzo 2021 non ho terapia, senza alcuna assicurazione di avere la Cannabis di aprile, e poi per altri 6 mesi come da piano terapeutico, come posso risolvere questo problema?

  1. A) Non mi curo e mi tengo il dolore;
  2. B) Pensare di trovare delle soluzioni pratiche.

Non ho parole per descrivere il sentimento adesso provato…. Per 30 anni la mia divisa da Finanziere l’ho indossata con rispetto e lealtà verso lo Stato italiano, ricambiata oggi con l’indifferenza di chi potrebbe cambiare le cose in Italia.

Perché legalizzare la Cannabis Terapeutica, e poi di fatto continuamente farla mancare alle farmacie ospedaliere o in convenzione, è come non averla legalizzata. Tranquillizzo tutti che pur essendo un malato di serie B, NON opto la risposta B al mio quesito.

Chi ha responsabilità politica in tutto questo deve solo vergognarsi.

Alfredo Ossino

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