Autoproduzione di cannabis: approvato il testo base e oggi parte il referendum

Settembre 11 2021 | Legislazione ed economia

Nei giorni scorsi è stato approvato il testo base per la legge sull’autoproduzione di cannabis in Commissione Giustizia, un passaggio che dà via all’iter vero e proprio di questa legge che ora vede aprirsi la fase degli emendamenti, prima del necessario passaggio alla Camera e al Senato per l’approvazione definitiva. Un percorso reso ancora più complesso dal fatto che diversi esponenti della destra hanno già annunciato raffiche di emendamenti proprio per cercare di affossare la legge. Ma dal mondo antiproibizionista sono stufi di aspettare i tempi della politica, e così l’idea è stata quella di organizzare un referendum pe depenalizzare la coltivazione personale di cannabis.

A proporlo, e depositarlo in Cassazione lo scorso 7 settembre, un gruppo di esperti, giuristi e militanti, da sempre impegnati contro il proibizionismo, coordinati dalle Associazioni Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Antigone, Società della Ragione. Alla proposta hanno preso parte anche rappresentanti dei partiti +Europa, Possibile e Radicali italiani.

Lo sottolinea Meglio Legale, campagna antiproibizionista in prima linea per la cannabis, spiegando ci sono solo 20 giorni di tempo, fino al 30 settembre, per raccogliere le 500mila firme necessarie. E’ già possibile firmare sul sito www.referendumcannabis.it grazie alla firma digitale, una possibilità unica per la pratica della democrazia diretta per via telematica. I promotori si appellano al Governo perché non vi siano discriminazioni circa la possibilità di consegna delle firme certificate entro il 30 ottobre, come per gli altri referendum presentati in Cassazione prima del 15 giugno. 

“Quello della coltivazione, vendita e consumo di cannabis”, sottolineano i promotori, “è una delle questioni sociali più importanti nel nostro Paese. Un tema che attraversa la giustizia, la salute pubblica, la sicurezza, la possibilità di impresa, la ricerca scientifica, le libertà individuali e, soprattutto, la lotta alle mafie. Sono 6 milioni i consumatori di cannabis in Italia, tra questi anche moltissimi pazienti spesso lasciati soli dallo Stato nell’impossibilità di ricevere la terapia, nonostante la regolare prescrizione. Questi italiani hanno oggi due sole scelte: finanziare il mercato criminale nelle piazze di spaccio o coltivare cannabis a casa rischiando fino a 6 anni di carcere. Un dibattito che non può più essere rimandato e deve essere affrontato con ogni strumento democratico.

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Redazione di Cannabisterapeutica.info