CBD e sport: i 5 benefici per gli sportivi raccontati dai medici di Clinn

Ottobre 27 2021 | Sistema endocannabinoide

Fino a qualche anno fa, non era possibile pensare di sfruttare le proprietà dei cannabinoidi in ambito sportivo: questo perché l’Agenzia Mondiale Anti Doping (WADA), nata nel 1999 per volere del Comitato Olimpico Internazionale con lo scopo di coordinare la lotta al doping nello sport, identificava la Cannabis e tutti i cannabinoidi come sostanze vietate nella competizione sportiva.

L’elenco delle sostanze vietate dell’Agenzia mondiale antidoping è un testo che funge da documento di armonizzazione internazionale ed elenca le sostanze e i metodi vietati nello sport olimpico. Tale elenco è suddiviso in diverse categorie ed identifica quali classi di sostanze e metodi sono vietati.

Una sostanza o un metodo è valutato per l’elenco dei prodotti vietati se soddisfa due dei tre criteri seguenti.

– Ha il potenziale per migliorare le prestazioni sportive;

– Rappresenta un rischio effettivo o potenziale per la salute dell’atleta;

– Viola lo spirito dello sport.

Tuttavia, a partire dal 2018, a seguito delle numerose evidenze emerse in merito alle potenzialità e al profilo di sicurezza del Cannabidiolo (CBD), la stessa Agenzia ha deciso di escludere il CBD dalla lista delle sostanze proibite e dopanti per gli atleti professionisti; esclusione recepita a livello italiano mediante il decreto dell’11 giugno 2019.

A livello nazionale italiano, il doping è regolamentato dalla legge 14 dicembre 2000, n 376 che disciplina la tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping, che per definizione è inteso come “la somministrazione o l’assunzione di sostanze biologicamente attive e l’adozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche e idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti”.

Nonostante l’esclusione del CBD dalla lista abbia rappresentato un importante apertura, ancora oggi questo rimane l’unico principio attivo della pianta a poter essere utilizzato nello sport; infatti, anche difronte a diversi studi che mettono in luce come la pianta, intesa nella totalità del suo fitocomplesso, non migliori le prestazioni degli atleti, permangono dei dubbi riguardo all’impatto di questa sulla salute dell’atleta, ed in particolare modo sulla compatibilità del THC (principale cannabinoide con effetto psicotropo) nel contesto della pratica sportiva.

In ogni caso, è certo che l’esclusione del CBD dalla lista delle sostanze proibite e dopanti ha dato agli atleti e a chi pratica sport più in generale, la possibilità di poter beneficiare delle proprietà di questo cannabinoide.

Questa sostanza, oltre a favorire un benessere generale e diffuso per il nostro organismo, contribuendo al mantenimento dell’omeostasi, ha anche delle proprietà ritenute favorevoli per il contesto sportivo. Infatti, attraverso quella che è una revisione della letteratura attualmente disponibile, sono emerse diverse caratteristiche della molecola che possono risultare particolarmente utili nell’atleta:

1. Antinfiammatorio ed analgesico

– Il CBD è in grado di diminuire e regolare l’attività di diversi marker dell’infiammazione tra cui le citochine, le prostaglandine E2 (PGE2), l’attività delle cicloossigenasi, l’ossido nitrico, la produzione di radicali liberi derivati ​​dall’ossigeno ed è in grado di ridurre la formazione dell’edema.

– Il CBD induce anche promettenti effetti analgesici, andando a regolare la produzione di agenti pro infiammatori e interagendo con recettori coinvolti nella percezione del dolore.

2. Ansiolitico

– Il principio attivo agisce sul rilascio dei neurotrasmettitori a livello del SNC, modulando di conseguenza l’attivazione dei neuroni. Attraverso questo meccanismo il CBD è in grado di apportare un effetto calmante e sedativo che permette di affrontare le situazioni con maggiore lucidità.

– Questa attività può risultare utile In particolare modo, durante l’allenamento, prima delle competizioni o nei periodi di forte stress fisico, nei quali il corpo viene sottoposto a stimoli e carichi intensi, motivo per il quale non è raro trovarsi in condizioni psico fisiche non ottimali.

– Inoltre, è stato osservato che il CBD è in grado di favorire il processo di estinzione delle paure. Ciò significa che agisce sulla capacità del soggetto di rimuovere eventi sfavorevoli: proprietà di assoluta utilità per gli atleti soggetti a disturbo post-traumatico da stress (PTSD), che può insorgere dopo lesioni muscolo-scheletriche o commozioni cerebrali legate a traumi sportivi.

3. Neuroprotettivo

– La sostanza ha la capacità di interrompere il flusso di sostanze chimiche, ad esempio durante una commozione cerebrale, proteggendo così le nostre cellule cerebrali.

4. Favorisce il recupero dagli infortuni

– Modulando il rilascio di citochine antinfiammatorie è in grado di favorire una più rapida ripresa dell’attività fisica da parte dell’atleta.

5. Miorilassante

– L’effetto miorilassante del CBD a livello dei distretti muscolari può favorire l’atleta sia durante lo svolgimento di una performance, sia nella gestione dell’allenamento quotidiano, evitando sovraccarichi di tensione muscolare che possono sfociare in infortuni anche di grave entità.

Anche se le utilità e le proprietà della molecola emerse dall’applicazione nell’uso sportivo lasciano molto ben sperare, risulta necessario precisare come, ad oggi, non siano ancora stati condotti studi comparativi con le terapie tradizionali, volti a rapportarne i benefici e gli eventuali effetti collaterali.

Un ulteriore aspetto che vale la pena considerare riguarda la posologia indicata per il beneficio atteso: tutte le proprietà precedentemente citate risultano essere dose dipendenti, sarà dunque determinante, in futuro, riuscire a capire a quale dosaggio e concentrazioni questi si manifestino.

Inoltre, l’Agenzia Mondiale Antidoping ha sottolineato come sia necessario prestare attenzione ai prodotti che gli atleti assumono: questo perché non tutti i prodotti a base di CBD sono privi di tracce di THC (sostanza ancora inclusa nella lista delle sostanze vietate). Molti preparati presenti sul mercato riportano spesso inesattezze relative alla qualità della materia prima e all’effettivo contenuto.

La raccomandazione attuale è dunque quella di accertarsi di assumere preparati puri di solo CBD, dietro consiglio di medici e farmacisti esperti del campo.

A testimonianza di quanto riportato, sussistono diverse iniziative delle più importanti leghe sportive americane, volte a consentire l’utilizzo dei cannabinoidi tra gli atleti.

Tra tutte, vi è quella della National football League (NFL) che, rompendo le righe, ha proposto per il 2021 di sostituire l’utilizzo degli oppioidi con farmaci a base di Cannabis.

Ad ulteriore prova di come questo tema stia assumendo sempre maggiore rilevanza in ambito sportivo, vi è la decisione del comitato della WADA di procedere, nel 2022, ad una revisione scientifica delle proprietà della Cannabis che potrebbe portare il mondo dello sport a rivalutare in maniera considerevole l’utilizzo di tutto il suo fitocomplesso.

Stefania Fossati, direttore sanitario di Clinn e Michelle Vannucci, farmacista e collaboratore di Clinn