Emicrania: la cannabis può essere un trattamento efficace?

Gennaio 10 2022 | L'esperto risponde

L’emicrania è una delle forme di cefalea primaria più diffusa ed invalidante ad oggi conosciute. Si manifesta soprattutto nelle donne in età fertile, con una prevalenza di circa 3 volte superiore agli uomini, per cause sia genetiche che ormonali.

L’attacco emicranico può essere preceduto o meno da aura, ossia una serie di sintomi come disturbi del campo visivo, formicolii al viso o agli arti, disturbi della parola, che precedono di un tempo variabile (5-60 minuti) l’attacco doloroso vero e proprio che a sua volta può essere accompagnato da nausea, vomito, fotofobia o fonofobia.

Fattori di rischio comuni che possono scatenare o peggiorare l’emicrania sono: dieta sbilanciata, insonnia, stress, farmaci, attività fisica intensa.

I trattamenti tradizionali

Per il trattamento dell’emicrania vengono utilizzate diverse categorie di farmaci: FANS, triptani, oppioidi, antiemetici ed altre classi sono utilizzate a scopo preventivo, come: beta-bloccanti, antidepressivi, antipertensivi, con risultati variabili sul controllo dell’intensità e della frequenza degli attacchi.

La cannabis nel trattamento dell’emicrania

Sono stati osservati differenti livelli di coinvolgimento del sistema endocannabinoide nella patogenesi dell’emicrania e dei sintomi ad essa associati. Un recente studio ha evidenziato in 6 pazienti emicranici su 10 in trattamento con cannabis medicale, una miglior qualità di vita e una minor ricorrenza ad altri analgesici, riferendo una minor intensità e frequenza degli attacchi e un buon riposo notturno.

Nella pratica clinica spesso si sceglie di partire da un’infiorescenza con rapporto THC:CBD di 1:1 e si preferisce la forma oleosa sia in forma preventiva che di trattamento dell’attacco, garantendo questa una copertura terapeutica più duratura nel tempo. La via inalatoria è molto utile per “bloccare” l’attacco: si consiglia di vaporizzare una cartina appena si percepisce l’aura o l’arrivo dell’attacco. Nel migliore dei casi questo non insorge, altrimenti se ne modula l’intensità.

L’azione dei principi attivi su nausea e vomito, sonno, dolore e stress rende la cannabis medicale una terapia dall’altissimo potenziale terapeutico, anche in affiancamento ai farmaci più utilizzati, riducendo la probabilità di “medication overuse”, che è una delle problematiche più comuni nel trattamento farmacologico dell’emicrania.

L’effetto terapeutico migliora esponenzialmente se affiancato ad un’azione sullo stile di vista e le abitudini, che, come detto, hanno un impatto molto importante sull’andamento di questa patologia.

Dottoressa Valentina Florean – Referente per il monitoraggio clinico di Clinn

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