Fibromialgia e cannabis: benefici a breve termine confermati da un nuovo studio

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In questo articolo
1 / Cannabis: benefici a breve termine per la fibromialgia, lo studio
2 / Gli studi precedenti

La fibromialgia è una malattia che colpisce dal 3 al 6% della popolazione mondiale, principalmente donne, e si manifesta principalmente tra i 20 e i 50 anni d’età. Causa intensi ed insopportabili dolori muscolari e perenne stanchezza. Essendo una malattia che colpisce il sistema muscolare, il paziente accusa rigidità muscolare e torpori a mani e piedi. Il dolore viene percepito principalmente in determinati punti sensibili del corpo, come collo, spalle, schiena, braccia e gambe, amplificando inoltre l’intensità ad esempio di forti emicrania e dei dolori mestruali e portando talvolta problemi di memoria a breve termine. In aggiunta, a causa di questi forti dolori, la fibromialgia porta spesso l’individuo ad avere difficoltà nel conseguire un riposo notturno continuo e tranquillo.

Mentre un cura per questa patologia ad oggi non esiste, continuano ad aumentare le evidenze scientifiche a supporto della cannabis come terapia per ridurre dolore e rigidità muscolare, e migliorare la qualità della vita in diversi aspetti. L’ultima conferma scientifica che va in questa direzione arriva da uno studio israeliano pubblicato di recente su Pain Practise.

“Con l’aumento dell’uso della cannabis a livello mondiale, i ricercatori si interrogano sul suo ruolo nel trattamento della fibromialgia, una delle sindromi dolorose più comuni al giorno d’oggi”, sottolineano i ricercatori scrivendo che: “La medicina moderna ha scoperto il ruolo del sistema endocannabinoide nella fisiopatologia del dolore neuropatico”.

Cannabis: benefici a breve termine per la fibromialgia, lo studio

Il punto di partenza per i ricercatori è che: “La fibromialgia è una sindrome complessa incentrata sul dolore. Studi precedenti hanno dimostrato che la cannabis è efficace nel promuovere il sonno, nell’approfondire e allungare il ciclo del sonno e nel dare un buon sollievo dal dolore”.

E quindi hanno usato il questionario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla qualità della vita (WhoQoL-bref) per analizzare l’impatto del trattamento con cannabis in 30 donne di età compresa tra i 18 e i 70 anni (età media 46 anni) con fibromialgia resistente al trattamento.

Secondo i ricercatori: “Il trattamento con cannabis per 30 giorni ha mostrato un netto miglioramento della qualità di vita generale, della salute generale, della salute fisica e del dominio psicologico (1,3, p < 0,01).  Le donne che assumono cannabis hanno anche riferito di avere una maggiore autostima e di godere di più attività ricreative e di svago. Altri miglioramenti elencati riguardavano la memoria, la concentrazione, i sentimenti positivi e il sesso.

Nelle conclusioni precisano che: “Un trattamento precoce con la cannabis può avere un effetto benefico a breve termine sulla qualità della vita grazie alla sua influenza sul dolore, sul sonno e sui domini fisici e psicologici. Ulteriori studi sono ancora indicati per comprendere questo potenziale e il suo impatto benefico a lungo termine”.

Gli studi precedenti

In uno studio di revisione retrospettiva del 2018 pubblicato sul Journal of Clinical Rheumatology il coautore Dr. George Habib ha anche scoperto che la cannabis medica era un efficace trattamento alternativo per la fibromialgia.

In un altro studio pubblicato all’inizio del 2019 su Pain la cannabis standardizzata di grado farmaceutico con un alto contenuto di tetraidrocannabinolo (THC) si è rivelata efficace nel trattamento del dolore muscolo-scheletrico causato dalla fibromialgia.

“I nostri dati indicano che la cannabis medica potrebbe essere un’opzione terapeutica promettente per il trattamento della fibromialgia, in particolare per coloro che hanno fallito le terapie farmacologiche standard. Dimostriamo che la cannabis terapeutica è efficace e sicura se titolata lentamente e gradualmente ”, ha concluso un altro studio, pubblicato a giugno 2019 sul Journal of Clinical Medicine.

Nel febbraio del 2020 i ricercatori dell’Unità di Reumatologia dell’Ospedale Universitario Luigi Sacco di Milano, hanno pubblicato uno studio condotto su 102 pazienti affetti da fibromialgia, dei quali 66 hanno continuato il trattamento per il periodo di 6 mesi. I risultati pubblicati su Clinical and Experimental Rheumatology hanno mostrato un significativo miglioramento clinico della qualità del sonno (44% dei pazienti), miglioramenti moderati nell’ ansia (42,4%) e nella depressione (50%). Per quanto riguarda il dolore, lo studio ha mostrato che 31 dei 66 (47%) partecipanti hanno ridotto o cessato i trattamenti analgesici.

A novembre 2020, invece, uno studio clinico brasiliano pubblicato su Pain Medicine ha confermato l’efficacia della cannabis nel trattamento della fibromialgia. “L’impatto dell’intervento sulla qualità della vita nei partecipanti al gruppo trattato con cannabis era evidente, riportando maggior benessere e più energia per le attività della vita quotidiana. Anche gli attacchi di dolore sono stati ridotti, hanno scritto i ricercatori.

Redazione di Cannabisterapeutica.info

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