Cannabis medica e sonno: perché i cannabinoidi possono aiutarci a dormire meglio

Cannabis medica e sonno: perché i cannabinoidi possono aiutarci a dormire meglio
A cura di
Farmacia Ternelli

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L'esperto farmacista Marco Ternelli spiega perché, a partire dal sistema endocannabinoide, la cannabis è uno strumento per dormire meglio

Per comprendere come e perché la cannabis medica può avere un effetto significativo sull’insonnia e più in generale sui disturbi del sonno, è necessario fare un passo indietro e capire come funziona il sistema endocannabionoide. Questo sistema, infatti, è un complesso insieme di elementi ed interazioni che permette la comunicazione tra cellule e gioca un ruolo fondamentale nella regolazione di numerose funzioni fisiologiche, come il sonno, l’umore, l’appetito ecc. È attraverso questo sistema che la cannabis medica esercita i suoi effetti terapeutici.

In questo articolo, che si basa su recenti studi, vediamo meglio quali sono gli elementi che caratterizzano il sistema cannabinoide e perché sostanze esterne all’organismo, come i fitocannabinoidi (THC o CBD) possono interagire con esso e avere quindi un ruolo nella gestione dei disturbi legati al sonno.

Sistema endocannabinoide: cos'è?

Il sistema endocannabinoide (ECS) è un complesso sistema di comunicazione tra cellule, distribuito in tutto il corpo umano e caratterizzato da tre componenti principali:

  • cannabionoidi;

  • recettori cannabionoidi;

  • enzimi.

I cannabinoidi sono molecole, il cui compito è quello di trasmettere messaggi ad altre cellule del corpo attraverso il legame con specifici recettori. 

I cannabinoidi possono essere:

  • endogeni: anche detti endocannabinoidi, sono quelli che produciamo internamente al nostro organismo, tra i più conosciuti troviamo l’anandamide e il 2-arachidonoilglicerolo (2-AG);

  • esogeni: anche detti esocannabinoidi, non sono prodotti dall’organismo ma possono essere introdotti dall’esterno. Queste molecole si trovano per esempio nella pianta di Cannabis medica. Tra i più noti e studiati troviamo il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD).

I recettori cannabinoidi, invece, sono gli altri elementi fondamentali di questo complesso sistema, indispensabili per la trasmissione dei segnali cellulari. Sono presenti in tutto il nostro organismo all’interno delle membrane cellulari e quando vengono stimolati dal legame con i cannabinoidi, danno il via a numerosi processi fisiologici. Questi recettori, si dividono in:

  • CB1, presenti principalmente a livello del sistema nervoso, giocano un ruolo cruciale in numerose funzioni neurologiche come la memoria, le emozioni, il sonno, l’appetito, la percezione del dolore ecc.
  • CB2, presenti soprattutto a livello del sistema immunitario (es. tonsille, cellule immunitarie ecc.) e in alcune aree del cervello.

Gli enzimi, infine, sono proteine che assicurano la comunicazione tra endocannabinoidi e recettori e partecipano alla produzione, nonché degradazione degli endocannabinoidi stessi. 

La cannabis, o per meglio dire i cannabinoidi contenuti nella pianta, agiscono all’interno dell’organismo umano proprio mimando l’azione degli endocannabinoidi, andando quindi a influenzare molti processi fisiologici, tra cui il controllo motorio, la memoria, l’appetito, la percezione del dolore, il sonno ecc.

In merito all’utilizzo clinico della cannabis va però precisato che nonostante la maggior parte degli studi si concentri sui cannabinoidi, ed in particolare quelli in forma decarbossilata (es. THC e CBD) esiste un’altra classe di sostanze presenti nella pianta dal grande valore terapeutico: i terpeni, sostanze volatili dalle attività terapeutiche dirette o di supporto ai cannabinoidi, di cui però non parleremo nel presente articolo.

Vediamo quindi cosa è emerso da recenti studi in merito al potenziale utilizzo di fitocannabinoidi nel trattamento dei disturbi legati al sonno.

Cannabinoidi e sonno: studi recenti

Il sonno è una funzione fisiologica fondamentale per il benessere dell’organismo umano, sia a livello fisico che psichico. Il sonno è caratterizzato dall’alternarsi di periodi di sonno e veglia e proprio questo “alternarsi” (ciclo sonno-veglia) è regolato da diversi sistemi biologici tra cui anche il sistema endocannabinoide

In ambito di ricerca, vi sono studi recenti che hanno analizzato il legame tra cannabinoidi e sonno, mettendo in evidenza come l’azione di modulazione del ciclo sonno-veglia esercitata dai cannabinoidi (sia endogeni che esogeni, come ad es. i fitocannabinoidi) si esplichi principalmente attraverso il legame con i recettori CB1. Questo legame comporterebbe una riduzione del rilascio di neurotrasmettitori implicati nell’attività neuronale con conseguente induzione del sonno, in particolare quello non-REM. Al contrario, sempre da questi studi è emerso che sostanze come il PEA (palmitoil-etanol-ammide), ovvero molecole simil-endocannabinoidi, non avrebbero gli stessi effetti, anzi potrebbero promuovere lo stato di veglia.

Un altro recentissimo studio (marzo 2024) ha invece approfondito ed esplorato i meccanismi biologici alla base dell’attività dei fitocannabinoidi ed i potenziali terapeutici, sia sul ciclo sonno-veglia che sui più comuni disturbi del sonno (es. insonnia). Ciò che è emerso è che THC e CBD possano avere un ruolo nella gestione dei disturbi legati al sonno ma in modo diverso tra loro.

CBD e THC

Per quanto riguarda il THC, sembrerebbe un valido aiuto per favorire il sonno considerando però un utilizzo breve e limitato nel tempo, poiché quando somministrato per lunghi periodi sembrerebbe meno efficacie o addirittura in alcuni casi in grado di alterare l’architettura del sonno, comportando un suo significativo peggioramento. L’uso cronico di THC, inoltre, potrebbe portare a sviluppare tolleranza, con la necessità di aumentare il dosaggio per ottenere la medesima azione di induzione del sonno.

Il CBD, invece, sembrerebbe più interessante, dimostrando un potenziale maggiore nella terapia dell’insonnia o altri disturbi legati al sonno. Questo e altri studi, hanno infatti dimostrato che il CBD possiede proprietà ansiolitiche, nonché rilassanti e quindi favorenti l’addormentamento ed il buon sonno. Il CBD inoltre, può contribuire a migliorare qualità del riposo agendo non solo sui recettori cannabinoidi ma anche sui recettori della serotonina 5-HT1, in modo:

  • diretto, aumentando la durata del sonno attraverso un’azione sedativa (solo ad alti dosaggi);
  • indiretto, esercitando un effetto ansiolitico, con conseguente diminuzione del tempo di addormentamento e dei risvegli notturni. 

In conclusione è possibile quindi affermare che i cannabinoidi sono sicuramente una strada terapeutica per il trattamento dell’insonnia e di altre patologie legate al sonno, come confermato anche da questi recenti studi che ne hanno valutato i meccanismi d’azione.

Bibliografia:

D'Angelo M, Steardo L Jr. Cannabinoids and Sleep: Exploring Biological Mechanisms and Therapeutic Potentials. Int J Mol Sci. 2024 Mar 22;25(7):3603. doi: 10.3390/ijms25073603. PMID: 38612415; PMCID: PMC11011314.

Prospéro-García O, Amancio-Belmont O, Becerril Meléndez AL, Ruiz-Contreras AE, Méndez-Díaz M. Endocannabinoids and sleep. Neurosci Biobehav Rev. 2016 Dec;71:671-679. doi: 10.1016/j.neubiorev.2016.10.005. Epub 2016 Oct 15. PMID: 27756691.

Dr. Marco Ternelli - Cannabis flos preparazione galenica farmacia dr. ternelli - protocollo somministrazione: informazioni, indicazioni, conservazione, avvertenze ecc. ed.15/02/2023

10 luglio 2024
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