Ecco come il CBD può inibire il cancro al cervello

Ecco come il CBD può inibire il cancro al cervello

Una nuova ricerca fornisce una migliore comprensione di come CBD possa essere usato per combattere il cancro al cervello, suggerendo che le terapie a base di cannabis terapeutica hanno diverse strade per agire sulla malattia.

Un gruppo di ricercatori provenienti da Spagna, Italia e Canada hanno infatti dimostrato che il cannabidiolo (CBD) – una sostanza chimica non psicoattiva contenuta dalla marijuana – esercita una combinazione di vari effetti anti-cancro a livello molecolare. La recente pubblicazione sulla rivista open-access PLoS ONE, fornisce "nuove intuizioni sull’azione antitumorale del CBD, che dimostrano che questo cannabinoide segua percorsi molecolari per colpire le cellule tumorali", scrivono gli autori che hanno condotto esperimenti usando il CBD sulle cellule di glioma in vitro.

Guidati dalla dottoressa Paola Massi, ricercatrice presso l’Università degli Studi di Milano, il gruppo ha concluso che il CBD potrebbe offrire un trattamento efficace senza effetti collaterali per il cancro al cervello. "Il CBD è un fitocannabinoide non psicoattivo che risulta privo di effetti collaterali. I nostri risultati supportano il suo utilizzo come un farmaco anti-cancro efficace nella gestione dei gliomi".

Se il potenziale effetto della cannabis nel combattere il cancro non è una novità, bisogna constatare come l’interesse scientifico per cure a base di cannabinoidi stia crescendo. All’inizio di novembre la GW Pharmaceuticals ha annunciato l’avvio dei primi studi clinici del Sativex come terapia anti cancro. La società intende studiare il Sativex come trattamento aggiuntivo all’agente chemioterapico chiamato temozolomide, perché la ricerca pre-clinica dell’azienda suggerisce che i cannabinoidi possano migliorare la capacità anti- cancro di questo agente. La casa farmaceutica britannica ha annunciato di recente che è stata emessa una concessione preliminare dall’Ufficio brevetti degli Stati Uniti per una domanda di brevetto che prevede l’uso di THC e CBD per il trattamento del glioma.

Intanto la dottoressa Massi ed i suoi colleghi hanno condotto una serie di studi pre-clinici su cannabinoidi e cancro, finanziati proprio dalla GW Pharmaceuticals. Nel loro ultimo rapporto i ricercatori riassumono ciò che il loro lavoro ha dimostrato finora sugli effetti del CBD, che interferisce con la fornitura di sangue al tumore (angiogenesi) per innescare la morte delle cellule tumorali (apoptosi).

"Abbiamo precedentemente dimostrato che la non psicoattività del cannabidiolo (CBD) limita efficacemente la crescita di cellule di glioma umano, sia in vitro, sia in vivo, per innescare l’apoptosi, stress ossidativo, inibizione della lipossigenasi (LOX) e modulando il sistema degli endocannabinoidi. Inoltre il CBD interferisce con l’angiogenesi associata alla crescita del tumore".

Anche se le prove pre-cliniche sono molto chiare, potrebbero servire anni per arrivare al termine delle sperimentazioni cliniche. Nel frattempo il team spera di avere la possibilità di condurre ulteriori ricerche sui meccanismi molecolari influenzati dal CBD.

Lo studio ha ricevuto finanziamenti dall’Università degli Studi di Milano e dalla GW Pharmaceuticals.

Redazione Cannabisterapeutica.info

Pubblicato su Dolce Vita n°50 - gennaio/febbraio 2013 e modificato

24 gennaio 2014
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